La serie che celebra le pioniere del tuffo di Anversa 1920
Quando il tuffo dal trampolino comparve per la prima volta, alle Olimpiadi di Londra del 1908, era una disciplina riservata agli uomini. Solo dodici anni dopo, ad Anversa nel 1920, alle donne venne finalmente riconosciuta la possibilità di librarsi in volo e immergersi in acqua davanti al mondo intero.
Da quel gesto — sospeso tra coraggio e grazia — nasce “Le Tuffatrici”, la serie di dipinti più conosciuta della mia produzione artistica, ispirata alle imprese di Jane Fauntz e Katherine Rawls, tra le prime tuffatrici olimpiche della storia, e a tutte le donne che hanno reso possibile quel salto.
Non sono solo quadri sullo sport. Sono un racconto di emancipazione femminile, di corpi che sfidano la gravità e le convenzioni del proprio tempo. Ogni tuffatrice ritratta è ferma nell’attimo prima dell’impatto con l’acqua: un istante di sospensione che è insieme paura, libertà e determinazione.
Il progetto “Le Tuffatrici” nasce da fotografie ingiallite degli anni ’20, ritrovate e reinterpretate come materiale pittorico. Quelle istantanee sbiadite diventano lo spunto per opere e installazioni oniriche, in cui il gesto atletico si trasforma in memoria visiva.
Attraverso pigmenti, inchiostri e colori acrilici, le tuffatrici tornano a vivere sulla carta e sulla tela: tracce di un passato che continua a dialogare con il presente, simboli di audacia e cambiamento. Ogni pennellata è un ponte tra le prime atlete di Anversa 1920 e le donne di oggi, in ogni angolo del mondo, che ancora si tuffano — letteralmente o metaforicamente — nelle infinite possibilità della vita.
Sono Alketa Delishaj, artista albanese trapiantata in Italia, e “Le Tuffatrici” è la serie che meglio racconta il mio percorso: un incontro tra arte e sport, tra immersione emotiva e forma fisica.
Non dipingo per tutti. Dipingo per chi vuole abitare un’opera, non solo possederla. Il mio lavoro è esposto in fiere d’arte contemporanea ed esposizioni personali. La serie continua a varcare i confini nazionali portando con sé una domanda semplice: cosa significa, ancora oggi, tuffarsi senza paura nella vita?
Non sono rappresentata da gallerie tradizionali, ma scelgo di lavorare con chi sostiene artisti indipendenti e visionari, lontani dalle logiche puramente commerciali. Acquistare un’opera, per me, non è comprare un oggetto: è condividere un gesto, una visione, un pezzo del mio percorso.
Per rendere questo progetto accessibile al pubblico più ampio possibile, ho scelto alcune regole precise:
La serie “Le Tuffatrici” è stata raccontata da testate e piattaforme del settore arte e lifestyle:
Se un’opera della serie “Le Tuffatrici” ti ha colpito, se vuoi maggiori informazioni su disponibilità, formati e prezzi, o se stai pensando a una commissione personalizzata, scrivimi: sarò felice di raccontarti la storia dietro ogni tuffatrice e di aiutarti a scegliere quella più adatta al tuo spazio o alla tua collezione.
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